Select Page

Siamo stati chiari da subito: il podcast è uno strumento di marketing potentissimo per le aziende, sia che esprima i contenuti propri, sia che vi si leghi in modo più tangenziale.

Ma perché fare un branded podcast e scegliere la via dell’audio per esprimere il potenziale della propria azienda? Cosa può dare realmente di più, quando l’economia delle soluzioni parziali suggerirebbe invece di fare meno e meglio? In sostanza, non ha molto senso essere su tutte le piattaforme social-comunicative quando non si riesce a curarne adeguatamente il profilo, che finisce per essere banalmente un segnaposto o peggio, una discarica di contenuti che vanno a morirci dentro. Ma proprio in virtù di questa economia, un branded podcast può fare la differenza. Non va fatto per forza, va fatto bene: ed è un concetto diverso.

Quando si progetta la comunicazione di un’azienda, bisogna comprendere sin da subito dove ci si vuole piazzare: le analisi pregresse di marketing, gli obiettivi e il targeting del pubblico servono, banalmente, a questo. In seconda puntata, si fa un’analisi delle risorse che si devono mettere a disposizione: per realizzare dei podcast servono professionisti che sappiano farlo esattamente come serve all’azienda. Non basta semplicemente avere uno studio di registrazione, o una bella voce che legge: se mancano i contenuti, la voce servirà a poco (e lo studio anche a meno). Se gli argomenti trattati sono troppo generalisti rispetto all’audience dell’azienda, si rischia di finire in un magma aggregativo di contenuti audio poco accattivanti che seppelliranno anche il più volenteroso dei realizzatori.

Esempi che servono a sottolineare come il branded podcast sia uno strumento da esplorare con la massima serietà, esattamente come si studierebbero le piattaforme social o la pianificazione pubblicitaria: lo spiegano bene su Noetica laddove sottolineano i punti di forza del branded podcast e i motivi imperdibili per realizzarli.

Primo: sono indicizzabili su Google. Dal 2019 Montain View li include tra i risultati di ricerca della sua SERP, quindi possono contribuire a rafforzare la presenza del brand sul motore di ricerca più usato al mondo e ad attirare traffico. Inoltre, essendo pressoché “nuovi” come linguaggio, struttura, tecnica e contenuti, sono un campo relativamente vergine da esplorare come meglio si crede, sperimentando e giocando da innovatori interni. Questo può aiutare a distinguere un’azienda dai competitor, lavorando proprio su serie podcast aziendali che, oltre a raccontare l’azienda in sé, possono creare nuove partnership, collaborazioni, sponsorizzazioni su più livelli.

Dal lato dell’audience, i podcast hanno una carica in più: si appoggiano all’emotività dell’ascoltatore e lo accompagnano in azioni che con l’audio non c’entrano nulla (spostamenti sui mezzi, guida in macchina, pulizie di casa), e che proprio per questo spingono gli autori di podcast a sperimentare sempre di più per mantenere alta l’attenzione. Extra da non sottovalutare, la fidelizzazione: un lettore apprezza lo stile di uno scrittore o di un giornalista, affezionandosi a quella determinata firma, e i podcast funzionano esattamente allo stesso modo. Anche i contenuti audio tendono a fidelizzare il pubblico, sempre quando costruiti bene.

L’audio identity fa suo il sound storytelling, che diventa in questo modo “una modalità di narrazione originale, unica e molto più facile da ricordare rispetto alle altre, anche perché molto diversa da una semplice pubblicità”.