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06/17/2020 5:45:28 PM06/17/2020 5:45:28 PM

La grave crisi sanitaria e umanitaria causata dalla pandemia di coronavirus ha avuto un forte impatto sulle aziende di tutto il mondo. Dirigenti e imprenditori si sono trovati a dover affrontare enormi sfide commerciali a fronte delle normative da lockdown. Il crollo della domanda dei clienti, le interruzioni della catena di approvvigionamento, la disoccupazione, la recessione economica e l’incertezza sono punti dolenti per le aziende. Serve una strategia costruttiva, solida, che sia in grado di sostenere le aziende nel difficile momento della ripartenza e accolga al suo interno le inevitabili novità del periodo.

Il management theorist Henry Mintzberg definì la strategia componendola di 5 P: plan, ploy, pattern, position, and perspective. Secondo l’Harvard Business Review, queste 5 P nei momenti di crisi vanno modificate in position, plan, perspective, projects, and preparedness. Vale a dire posizione, pianificazione, prospettiva, progetti e preparazione a quello che potrà succede. Cinque P che sono cinque domande da cui muoversi per strutturare la propria ripartenza.

Prima domanda: Che posizione puoi raggiungere durante e dopo la pandemia?

Per prendere decisioni strategiche intelligenti, è necessario comprendere la posizione della propria organizzazione nel proprio ambiente. Bisogna individuare chi siamo nel mercato, il ruolo che si ricopre nell’ecosistema, quali sono i principali concorrenti. Anche comprendere la propria direzione è importante per mappare in quale posizione potrai essere nel momento in cui si comincia a ripartire.

Seconda domanda: Qual è il tuo bouncing plan?

Un piano è già di per sé una strategia di azione, indica la strada da imboccare per conquistare una determinata posizione: in sintesi dovrebbe spiegare ciò che devi fare oggi per raggiungere i tuoi obiettivi domani. Pensare in modo ampio e onnicomprensivo, tenendo in mente ciò che si vuole ottenere, serve a chiarire al meglio cosa fare per superare le difficoltà del momento. Ricorda che i consumatori ricorderanno come hai reagito durante la crisi. L’aumento dei prezzi durante una carenza, ad esempio, potrebbe avere un effetto significativo sulle relazioni con i clienti in futuro.

Terza domanda: Come cambieranno cultura e identità?

La P della prospettiva indica il modo in cui un’organizzazione vede il mondo e se stessa. Con ogni probabilità, cultura e identità aziendali sono già cambiate a causa della pandemia, e continueranno a cambiare in maniera imprevedibile. Una crisi può avvicinare le persone unite da uno spirito collettivo di resistenza, ma può anche separarle in nome della sopravvivenza dell’individualità. Bisogna ragionare sulla prospettiva passata e quella che guiderà il futuro. Chiedersi se la cultura aziendale è stata utile in tempo di crisi o va modificata, o anche come i dipendenti hanno affrontato la situazione, può aiutare a strutturare l’ottica futura di azione.

Quarta domanda: Di quali nuovi progetti hai bisogno?

Al quarto punto della strategia delle P, si possono avere già idee chiare in merito ai progetti da traghettare post emergenza. Una volta stilati, si devono stabilire le priorità per non sprecare ulteriori risorse. Un esempio: se lo smartworking può facilitare il lavoro dei dipendenti con problemi famigliari, dargli una priorità alta potrebbe migliorare la produttività aziendale.

Quinta domanda: Quanto sei preparato ad eseguire i tuoi piani e progetti?

L’ultima e importante questione riguarda la preparazione, preparedness. Ed è cruciale quando si parla di risposte a periodi di crisi delle aziende. Stabilita la strategia, ci si deve chiedere sinceramente se si veramente pronti a ripartire, o se ci sono dei dettagli che non erano stati presi in considerazione e vanno rivisitati.