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Se il 2020 è stato indubbiamente l’anno dei podcast, quello in arrivo non sarà certamente da meno. Con un vantaggio extra: sempre più professionalità e raffinatezza nei contenuti proposti, soprattutto per quanto riguarda la parte del sound editing. Attualmente è facile perdersi in una marea indistinta di podcast molto appassionati, ma non sempre soddisfacenti per quanto riguarda tecnica e resa audio. Una maggiore attenzione al profilo sonoro generale, vale a dire il mood di ciò che si vuole comunicare via audio, sarà la discriminante che distinguerà i contenuti audio di qualità da quelli prodotti da semplici amatori.

Il primo punto fondamentale dei trend audio 2021 riguarda la confezione dei podcast, vale a dire il sonoro che accompagna le parole. La personalizzazione della produzione sonora di un podcast è legata molto al tema di cui si parla, serve a creare l’atmosfera e a far riconoscere chi sdta parlando e di cosa, grazie a sigle di introduzione e chiusura di puntata, o specifici jingle identitari. Nel caso della brand audio identity, il sound editing diventa ancora più importante, perché definisce in modo immediato e riconoscibile quel determinato brand. Resta viva la moda del sonoro epico, perché quando si tratta di sottolineare enfaticamente dei passaggi particolari ha davvero pochi rivali.

Ma anche tra le tendenze audio 2021 si prevede una grande diffusione del cosiddetto retro design. Già ampiamente visto nelle grafiche o nelle atmosfere di grandi campagne pubblicitarie, il retro design investe anche il mercato dell’audio, con la riscoperta di suoni, effetti, addirittura canzoni che vengono direttamente dagli archivi del passato. Il potere della nostalgia sarà sempre più centrale per catalizzare le vendite, e attraverso l’audio avrà una diffusione ancora più capillare.

Nel 2020 il podcasting è diventato molto popolare e decisamente mainstream, crescendo sia come tendenza audio sia come settore a sé. I risultati si sono avvertiti in termini di quantità e proposta, ma soprattutto nel settore business degli investimenti: tra le ultime notizie del 2020 a fare scalpore c’è l’acquisto di ben due società di podcasting, Gimlet Media e Anchor da parte di Spotify con un accordo da milioni di dollari. Una spesa indubbiamente poderosa sostenuta da una previsione ambiziosa sulla voice economy. Traducibile con economia vocale, questo speciale settore dell’audio marketing e delle startup audio ad esso collegate, potrebbe diventare un mercato da trilioni di dollari entro il 2025.

Uno dei trend più interessanti da seguire è quello che riguarda l’intelligenza artificiale applicata all’audio, con i chat bot vocali personalizzat in grado di diventare parte integrante dell’identificazione del brand. Per ora è ancora un campo da esplorare, ma molto probabilmente le tecniche per sviluppare brand voices efficaci cominceranno a diventare sempre più sofisticate, mixando voci umane e risorse sintetiche così da ottenere il proprio amalgama perfetto. Ciò consentirà di avere interazioni sempre più autentiche su diversi canali, che si parli di chatbot per l’assistenza clienti o della possibilità di fare acquisti via speaker audio.

Ma non c’è solo il podcasting, anzi, le tendenze audio del 2021 prevedono anche ampi picchi di popolarità e diffusione dell’ASMR, acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response, ossia tutti quei video molto rilassanti che contengono suoni come fusa di gatti, sussurri o rumori della natura. Sono diventati un vero e proprio caso di ascolto su tante piattaforme, principalmente su Youtube, e promettono di crescere ancora, soprattutto nel campo del benessere e della mindfulness via audio. Inoltre sono vere e proprie esperienze immersive, e in un certo senso sono un buon punto di partenza per comprendere dove sta andando il mondo dell’audio nei prossimi anni: l’esperienza sofisticata di ascolto.

Verranno messi a punto sistemi di home audio sempre più performanti, studiati sì per ascoltare musica di alta qualità (e anche le piattaforme di streaming si stanno muovendo su questo), ma soprattutto per veicolare i contenuti prodotti con voci e speaker. Il marketing audio sarà sempre più presente, ma non necessariamente invasivo: a determinare questo rapporto tra brand e cliente finale sarà sempre la fidelizzazione, sulla quale si lavorerà anche in termini audio.